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Staking Criptovalute: Cos’è? Come Funziona? Guida 2026

Cos’è lo staking di criptovalute, come funziona e quali sono le migliori piattaforme nel 2026? Ti racconto tutto: Crypto.com, Nexo, Young Platform, tassazione 26% e normativa MiCA.

Valerio Novelli
Aggiornato 5 Maggio 2026 6 min di lettura 0 commenti
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Lo staking criptovalute permette di guadagnare mettendo a rendita le crypto che già possiedi. In questa guida aggiornata al 2026 ti spiego come funziona, quali piattaforme usare e cosa sapere sulla tassazione in Italia.

Se stai leggendo quest’articolo hai già sentito parlare di staking e vuoi capirne di più — o magari cerchi un aggiornamento su cosa è cambiato nel 2025-2026 con le nuove normative crypto.

Sono moltissime le persone che oggi parlano di crypto e di come guadagnare con le crypto.

Tra i metodi più discussi c’è proprio lo staking: un metodo passivo, relativamente semplice, e accessibile anche a chi non è un tecnico.

Ti racconto tutto quello che ho imparato in questi anni, con un occhio anche alle novità del 2026.

Cos’è lo staking di criptovalute?

Lo staking criptovalute è il processo attraverso cui blocchi una certa quantità di criptovalute per supportare il funzionamento di una blockchain basata sul meccanismo Proof of Stake (PoS).

In cambio, ricevi delle ricompense sotto forma di nuovi token.

È un po’, per semplificare, come mettere i soldi su un conto deposito: li “blocchi” per un periodo e in cambio ottieni un rendimento.

La differenza è che i ritorni non sono fissi — variano in base alla valutazione del token che ottieni come ricompensa per lo staking.

Ho pubblicato un video sul mio Canale YouTube un pò di tempo fa dedicato proprio a quest’argomento:

Staking criptovalute

Come funziona lo staking criptovalute?

Il meccanismo è semplice: depositi le tue crypto su una piattaforma (exchange o wallet), scegli il token da mettere in staking, e aspetti che maturino le ricompense.

Le ricompense vengono accreditate con cadenza variabile — giornaliera, settimanale, mensile, trimestrale, … — a seconda della piattaforma e del protocollo.

Le piattaforme di staking si dividono principalmente in due categorie:

  • Exchange centralizzati (CEX): come Crypto.com o Young Platform, che gestiscono tutto per te in modo semplice e intuitivo
  • Protocolli DeFi: dove fai staking direttamente on-chain, con maggiore controllo ma anche più complessità tecnica

Per chi inizia, solitamente è più facile partire dagli exchange centralizzati: sono più semplici da usare, offrono buona liquidità e nel 2026 quelli affidabili sono tutti conformi alla normativa MiCA.

Migliori piattaforme per fare staking nel 2026

Nel corso degli anni ho sperimentato diverse piattaforme.

Quelle che ritengo più affidabili nel 2026, tenendo conto anche delle novità normative legate a MiCA (Markets in Crypto Assets Regulation) sono:

Crypto.com

Una delle piattaforme più complete per fare staking.

Offre staking su decine di token con rendimenti variabili.

Ha ottenuto la licenza VASP in diversi Paesi europei ed è conforme MiCA, questa una mia recensione di qualche tempo fa:

Scopri Crypto.com

Nexo

Nexo è una piattaforma di lending e staking che ho usato personalmente.

Offre rendimenti competitivi su BTC, ETH, stablecoin e altri asset. Negli ultimi anni ha attraversato un periodo di incertezza regolatoria, ma nel 2026 opera regolarmente in Europa.

Prima di depositare somme significative, ti consiglio di monitorare gli sviluppi normativi e diversificare le piattaforme.

Scopri Nexo, clicca qui

Young Platform

Young Platform è l’exchange italiano regolamentato per eccellenza: è registrato OAM in Italia ed è stato tra i primi a conformarsi alle normative MiCA.

Offre staking su diversi token con un’interfaccia semplice e pensata per chi non ha esperienza tecnica. Se sei italiano e vuoi uno strumento semplice e conforme, è un’ottima scelta di partenza.

Staking crypto e tasse in Italia nel 2026

Con le modifiche normative degli ultimi anni, le criptovalute in Italia sono soggette a una tassazione del 26% sulle plusvalenze realizzate oltre i 2.000€ annui.

Questo include anche le ricompense da staking.

In pratica, ogni volta che ricevi token come ricompensa per lo staking, questi vanno dichiarati al momento in cui li rendi liquidi (li vendi o li scambi).

È importante tenere un registro accurato delle ricompense ricevute e del loro valore al momento della ricezione.

Alcune piattaforme come Young Platform forniscono già un report fiscale scaricabile — molto utile per la dichiarazione dei redditi.

Ti consiglio di confrontarti con un commercialista esperto in crypto per la situazione specifica del tuo caso.

A proposito leggi anche la mia recensione di Cryptobooks:

MiCA e lo staking nel 2026

Il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto Assets) è pienamente in vigore dal 2025 e sta cambiando profondamente il panorama degli exchange crypto in Europa.

Le piattaforme devono ora ottenere una licenza CASP (Crypto Asset Service Provider) per operare legalmente nell’UE.

Questo ha portato a una selezione naturale degli operatori: alcuni exchange non conformi hanno lasciato il mercato europeo, mentre quelli regolamentati ne escono rafforzati.

Per chi fa staking, scegliere piattaforme conformi MiCA è la scelta più sicura nel 2026 — sia per la protezione del capitale, sia per la corretta gestione fiscale.

Vantaggi e svantaggi dello staking

Come in ogni ambito, lo staking ha pro e contro che vale la pena considerare prima di iniziare.

Vantaggi dello staking

  • Reddito passivo: guadagni senza dover fare nulla una volta impostato lo staking
  • Contribuisci alla rete: aiuti a validare le transazioni sulla blockchain e la rendi più sicura
  • Rendimenti potenzialmente interessanti: in alcuni casi superiori ai tassi bancari tradizionali
  • Semplicità: su piattaforme centralizzate è facile come aprire un deposito online

Svantaggi dello staking

  • Volatilità: il valore delle crypto può scendere mentre fai staking, azzerando o riducendo i guadagni reali
  • Lock-up period: spesso le crypto sono bloccate per un certo periodo e non puoi venderle quando vuoi
  • Rischio controparte: se la piattaforma ha problemi finanziari o viene hackerata, puoi perdere i fondi
  • Tassazione: le ricompense da staking sono tassate al 26% in Italia, il che riduce il rendimento netto

Domande frequenti sullo staking

Lo staking è sicuro?

Dipende dalla piattaforma scelta. Su exchange regolamentati e conformi MiCA il rischio è ridotto, ma non azzerato. Non esiste investimento senza rischio, e questo vale anche per lo staking crypto.

Quanto si guadagna con lo staking?

I rendimenti variano molto in base al token e alla piattaforma. Si va da pochi punti percentuali annui su token consolidati (come ETH) a rendimenti più alti — ma anche più rischiosi — su token più volatili. Prima di fare staking, valuta sempre il rapporto rischio/rendimento.

Quale crypto conviene mettere in staking?

Le scelte più comuni sono Ethereum (ETH), Solana (SOL) e stablecoin. Le stablecoin sono meno rischiose in termini di volatilità ma offrono rendimenti più contenuti. ETH e SOL hanno rendimenti variabili ma sono asset più consolidati del mercato crypto.

Conclusioni

Lo staking è uno dei metodi più accessibili per generare reddito passivo con le criptovalute. Nel 2026, grazie alla regolamentazione MiCA, il panorama è più chiaro e le piattaforme affidabili sono più facili da identificare rispetto al passato.

Se vuoi iniziare, ti consiglio di partire con piccole somme su piattaforme regolamentate come Young Platform o Crypto.com, capire come funzionano i rendimenti nella pratica, e poi valutare se aumentare l’esposizione in base ai tuoi obiettivi finanziari.

Se hai domande o vuoi condividere la tua esperienza con lo staking, scrivimi nei commenti. E se vuoi approfondire il tema crypto, dai un’occhiata agli altri articoli su investimenti e criptovalute su Monetizzando.

Valerio Novelli

Dal 2008 mi occupo di Web & Affiliate Marketing condividendo informazioni ed esperienze sul mondo dell'imprenditoria digitale e del lavoro online.

Autore in Self Publishing su Amazon di quattro libri fra cui "Da 0 a 30.000 € Con un Blog in 10 Mesi" e "Airbnbusiness".

Offline ho degli appartamenti in affitto su Airbnb.

Condivido la mia esperienza e le mie considerazioni su come lavorare e guadagnare online ed offline, sulla finanza personale e la gestione del denaro.

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