Lotteria Picasso 100 Euro: tu spenderesti 100 euro per provare a vincere un Picasso del valore stimato di un milione di euro? No, non c’entra niente con il lotto tradizionale e con l’articolo “come vincere al lotto” che ho pubblicato qualche tempo fa, si tratta di una delle lotterie più famose al mondo…
Alla domanda tu spenderesti 100 euro per provare a vincere un Picasso da un milione di euro viene quasi spontaneo rispondere d’istinto senza fermarsi a riflettere davvero, ed è proprio questo il punto, perché non stiamo parlando solo di una lotteria, ma di come prendiamo decisioni quando il denaro incontra il sogno, quando la matematica si scontra con l’immaginazione e quando la razionalità lascia spazio alla speranza…
Esiste davvero una lotteria internazionale che permette con un biglietto da 100 euro di partecipare all’estrazione di un’opera originale di Pablo Picasso: non una stampa, non una riproduzione, ma un’opera autentica, certificata e con un valore stimato di un milione di euro…
L’estrazione avverrà a Parigi nella sede di Christie’s, una delle case d’asta più importanti al mondo, ed i biglietti disponibili sono 120.000.
In più l’intero ricavato di questa lotteria andrà alla Fondation Recherche Alzheimer che finanzia la ricerca sull’Alzheimer.
Tutto è regolare, trasparente, ufficiale, ed è proprio per questo che questa storia è molto interessante…
- Lotteria Picasso: perché ci colpisce più delle altre
- I numeri non mentono (ma non bastano)
- Non stiamo comprano una probabilità, ma un’immagine
- Lotteria Picasso e Beneficenza: un anestetico emotivo?
- Ha senso partecipare alla lotteria Picasso “1 Picasso 100 Euro”?
- Finanza personale non significa eliminare le emozioni…
Lotteria Picasso: perché ci colpisce più delle altre
Come spiego anche in un video sul mio Canale YouTube se ti dicessi semplicemente “lotteria” probabilmente alzeresti le spalle.
Se ti dicessi “beneficenza” magari saresti più indulgente…
Ma quando entrano in gioco parole come arte, Picasso, un milione di euro, qualcosa cambia.
Il cervello cambia approccio…
Questa iniziativa non ha nulla dell’immaginario della lotteria tradizionale: non c’è il biglietto spiegazzato, non c’è il bar, non c’è la sensazione di “gioco d’azzardo popolare”.
Qui c’è cultura, prestigio, una cornice elegante: è una scommessa che si presenta come qualcosa di più alto, quasi raffinato…
Ed è proprio per questo che merita di essere analizzata dal punto di vista della finanza personale, non per dire se sia giusta o sbagliata, ma per capire perché ci sembra così attraente.
I numeri non mentono (ma non bastano)
Proviamo per un attimo a mettere da parte le emozioni e a guardare i numeri, anche se non è mai la parte piacevole (per la maggior parte delle persone)…
Con 120.000 biglietti in vendita ed un solo vincitore la probabilità di portarsi a casa questo Picasso è 1 su 120.000, dal punto di vista matematico non c’è molto da discutere.
Se l’opera vale circa un milione di euro, il calcolo è semplice: 1.000.000 diviso 120.000 = 8,33 €.
Questo significa che il valore atteso di un biglietto da 100 € è in media di circa 8 €, detto in modo ancora più diretto statisticamente stai spendendo 100 euro per qualcosa che “vale” 8 euro.
Se questa fosse un’analisi puramente finanziaria potrei fermarmi qui e dire senza esitazioni che non ha senso, ma il punto è che nessuno compra questo biglietto dopo aver fatto questo calcolo…
Non stiamo comprano una probabilità, ma un’immagine
Ed è qui che entra in gioco all’interno della “lotteria Picasso” (se così la possiamo chiamare) la parte più affascinante, quella legata alla psicologia del denaro (argomento su cui Morgan Housel ha scritto un libro magistrale che ti consiglio di leggere):
Chi acquista il biglietto non sta comprando una probabilità matematica, sta comprando una scena, quello che si potrebbe definire un film mentale.
L’immagine è sempre la stessa: la comunicazione ufficiale, il nome estratto, la sorpresa, il quadro che arriva a casa, il Picasso appeso al muro, la storia da raccontare per tutta la vita.
Il nostro cervello è straordinariamente bravo a sovrastimare eventi rarissimi quando il premio è emotivamente enorme.
Un milione di euro in contanti è molto interessante, ma un Picasso originale è qualcosa di diverso, è status, identità, racconto, unicità…
E questa unicità pesa moltissimo nelle nostre decisioni, anche quando cerchiamo di raccontarci che stiamo ragionando in modo razionale.
Lotteria Picasso e Beneficenza: un anestetico emotivo?
C’è poi un altro elemento che rende questa lotteria particolarmente potente: la giustificazione morale.
Qui non stai semplicemente “spendendo soldi”, stai donando per una buona causa.
Se perdi puoi dirti che hai comunque contribuito ad una causa importante, e questo cambia completamente la percezione della perdita.
Dire “ho perso 100 euro” fa male, dire “ho donato 100 euro ed ho avuto una possibilità di vincere un Picasso” fa molto meno male.
E quando il dolore percepito diminuisce diventiamo automaticamente più propensi a spendere, non è un difetto, è il modo in cui siamo fatti…
Questa lotteria non promette di renderti ricco, promette qualcosa di più sottile: fare beneficenza ed avere l’opportunità di diventare un’eccezione.
Non una persona “con più soldi” ma “la persona che ha vinto un Picasso”.
Il nostro cervello ama sentirsi speciale molto più di quanto ami sentirsi razionale, ed è qui che spesso confondiamo un’esperienza emotiva con una decisione finanziaria.
Le storie dei vincitori della “lotteria Picasso” – una signora italiana, un giovane americano – funzionano proprio per questo: sono persone normali, nessun collezionista miliardario, nessun fondo d’investimento, solo qualcuno che contro ogni probabilità ce l’ha fatta.
Quello che però raramente viene raccontato è l’altra faccia della medaglia: 119.999 persone che non hanno vinto nulla.
Ha senso partecipare alla lotteria Picasso “1 Picasso 100 Euro”?
La domanda “conviene” è una domanda sbagliata, la domanda giusta è sei consapevole di cosa stai comprando o a cosa stai partecipando?
Se pensi che quei 100 euro siano un investimento stai sbagliando categoria, se li vedi come beneficenza il discorso cambia.
Se li consideri intrattenimento, un’esperienza, un sogno ben confezionato, allora sei molto più vicino alla realtà.
Il problema nasce quando si confondono le cose, quando chiamiamo “opportunità” ciò che in realtà è una scommessa emotiva, quando speriamo che “l’occasione della vita” ignorando le probabilità.
Finanza personale non significa eliminare le emozioni…
La finanza personale non è diventare freddi, cinici o puramente matematici, è sapere quando stiamo usando il denaro per costruire il futuro e quando lo stiamo usando per sognare.
Entrambe le cose sono lecite, se fatte con consapevolezza.
Se quei 100 euro non cambiano nulla nel tuo equilibrio finanziario e li vivi come una donazione con una storia incredibile allegata allora partecipare può avere senso.
Se invece stai cercando una scorciatoia, un colpo di fortuna che risolva problemi più profondi allora no, ma non per colpa della lotteria, per colpa delle aspettative.
Il denaro non è solo numeri, è psicologia, è racconto, è identità, e questa lotteria è un caso studio perfetto per ricordarcelo.
Ultimo aggiornamento 2026-01-20 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API







