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Redirect dominio: come farlo senza perdere il posizionamento SEO

Valerio Novelli
Aggiornato 16 Giugno 2026 7 min di lettura 1 commento
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Redirect dominio: se devi trasferire un sito su un nuovo indirizzo e hai paura di perdere traffico e posizionamenti, questo è l’articolo che fa per te.

Ho affrontato per la prima volta il problema del redirect quando ho trasferito per la prima volta Monetizzando® dal vecchio hosting gratuito (quindi un dominio di terzo livello) al dominio monetizzando.com, nel 2008.

All’epoca si faceva tutto a mano, modificando l’index.php con un header PHP.

Oggi ci sono strumenti molto più affidabili, ma i principi di base sono rimasti gli stessi.

Negli anni poi ho deciso di spostare Monetizzando.com su Monetizzando.it e in questa guida ti racconterò tutto quello che ho imparato slu redirect dominio.

Per fare il redirect da un dominio ad un altro senza perdere il posizionamento SEO bisogna agire su più aree:

  • Scegliere il tipo giusto di redirect
  • Seguire una sequenza precisa di operazioni
  • Evitare errori

In questa guida ti spiego tutto quello che ho imparato negli anni.

Cos’è il redirect di un dominio e quando serve?

Un redirect è un’istruzione che dice al browser (e ai motori di ricerca) che una pagina o un intero sito si trova ora a un nuovo indirizzo.

Quando l’utente visita il vecchio URL, viene trasferito automaticamente al nuovo.

I casi in cui serve fare un redirect di dominio sono diversi:

  • Cambi il nome del dominio (es. da myblog.wordpress.com a myblog.it)
  • Sposti il sito da HTTP a HTTPS
  • Cambi estensione (.it, .com, .net)
  • Accorpi due siti in uno
  • Vuoi consolidare versioni diverse dello stesso dominio (con www e senza www)

In tutti questi casi, senza un redirect corretto rischi di perdere i tuoi backlink, il traffico organico e i posizionamenti guadagnati nel tempo.

💡 Il redirect può essere fatto da un contenuto all’altro, ne ho parlato nell’articolo su come fare SEO nel 2025?

I 4 tipi di redirect: quale scegliere?

Non tutti i redirect sono uguali. Alcuni trasferiscono quello che un tempo chiamavamo “link juice” SEO, altri no.

Ecco i quattro tipi principali.

301 Redirect (permanente)

È il redirect più importante per la SEO.

Indica ai motori di ricerca che il trasferimento è definitivo e trasferisce circa il 90-99% del valore SEO del vecchio URL al nuovo.

Se stai migrando un dominio, il 301 è quasi sempre la scelta giusta.

302 Redirect (temporaneo)

Indica che il trasferimento è provvisorio.

Google continua a indicizzare il vecchio URL e non trasferisce il peso SEO. Usalo solo se intendi tornare al vecchio dominio (es. per una promozione temporanea).

Meta Refresh

Funziona tramite un tag HTML inserito nella pagina, che aggiorna la pagina dopo un certo numero di secondi e poi reindirizza.

Non è consigliato per la SEO: Google lo interpreta come segnale di spam e non trasferisce il valore del link.

JavaScript redirect

Funziona solo se il browser ha JavaScript abilitato. I crawler di Google possono non seguirlo correttamente, quindi è da evitare per le migrazioni SEO. Va usato solo come ultima risorsa tecnica su pagine specifiche.

Confronto tra i tipi di redirect

Tipo redirectImpatto SEOUso tipicoDifficoltà
301 PermanenteAlto (trasferisce il link juice)Migrazione dominio definitivaBassa
302 TemporaneoNessuno (mantiene vecchio URL)Promozioni temporaneeBassa
Meta RefreshNegativo (segnale spam)Da evitareBassa
JavaScriptInaffidabileCasi tecnici specificiMedia

Come fare un redirect 301 su WordPress

Su WordPress hai due strade principali per implementare un redirect 301: un plugin o il file .htaccess.

Con il plugin Redirection

Redirection è il plugin più usato per gestire i redirect su WordPress.

È gratuito e permette di impostare redirect 301, 302 e 307 direttamente dal pannello di amministrazione, senza toccare i file del server.

Funziona bene per redirect di singole pagine o URL specifici. Se devi fare il redirect dell’intero dominio, è più efficace agire sul file .htaccess.

Con il file .htaccess (Apache)

Per redirigere l’intero vecchio dominio al nuovo con un 301, aggiungi queste righe nel file .htaccess del vecchio sito:

RewriteEngine On RewriteRule ^(.*)$ https://www.nuovodominio.it/$1 [R=301,L]

Questo istruisce il server a reindirizzare ogni URL del vecchio dominio al corrispondente URL del nuovo, mantenendo il percorso. Se cambi anche la struttura degli URL, dovrai mappare ogni vecchio URL al nuovo manualmente o con uno strumento dedicato.

Come migrare un sito su un nuovo dominio senza perdere il SEO

La migrazione di un dominio non si riduce a impostare un redirect. Per non perdere posizionamenti bisogna seguire una sequenza precisa. Prima di tutto, esegui una analisi completa del sito per avere un quadro chiaro degli URL, dei backlink e degli eventuali errori presenti.

  • Esegui un backup completo del sito e del database prima di qualsiasi operazione
  • Fai il crawling del vecchio sito con uno strumento come Screaming Frog o SEOZoom per mappare tutti gli URL attivi
  • Correggi gli errori 3xx, 4xx e 5xx presenti: una migrazione su un sito già pulito perde meno posizionamenti. Se hai errori 404 WordPress irrisolti, sistemali prima di migrare
  • Configura il 301 redirect su tutti gli URL del vecchio dominio verso i corrispondenti del nuovo
  • Aggiorna la sitemap e inviala alla Google Search Console del nuovo dominio
  • Contatta i siti che ti linkano e chiedi di aggiornare il link con il nuovo URL
  • Verifica il robots.txt del nuovo sito: assicurati che non stia bloccando la scansione dei bot

Se cambi anche hosting insieme al dominio, assicurati di scegliere un hosting affidabile e veloce: la velocità del sito sul nuovo server influisce sul posizionamento dopo la migrazione.

👉 Scopri come analizzare il tuo sito prima di migrare il dominio

Errori comuni nel redirect di un dominio

Anche chi ha esperienza commette errori durante una migrazione. Ecco i più frequenti da evitare per non danneggiare la tua ottimizzazione SEO.

  • Usare un 302 invece di un 301: il redirect temporaneo non trasferisce il valore SEO e Google continua a indicizzare il vecchio dominio
  • Non aggiornare la Search Console: senza segnalare il cambio di dominio a Google, la riscansione può richiedere mesi
  • Redirect a catena: vecchioDominio.it → dominioIntermedio.it → nuovoDominio.it. Ogni salto aggiuntivo diluisce il valore SEO e rallenta il caricamento
  • Non mappare gli URL: redirigere tutto alla homepage invece che ai corrispondenti URL del nuovo sito fa perdere la rilevanza tematica delle singole pagine
  • Rimuovere i redirect troppo presto: i redirect vanno mantenuti almeno 12 mesi dopo la migrazione, idealmente per sempre

Domande frequenti sul redirect di un dominio

Quanto tempo ci vuole perché Google aggiorni il posizionamento dopo un redirect?

Dipende dall’autorità del sito e dalla frequenza di scansione di Googlebot. In genere le prime settimane si registra un calo, seguito da un recupero entro 2–6 mesi. Su siti con molti backlink il processo può essere più rapido.

Posso fare il redirect senza perdere nessun posizionamento?

Un calo temporaneo è quasi sempre inevitabile. Un redirect 301 ben eseguito riduce al minimo la perdita, ma un recupero completo può richiedere settimane o mesi. L’importante è non aspettarsi risultati immediati.

Il redirect 301 funziona anche per i backlink?

Sì. I backlink che puntano al vecchio dominio trasmettono comunque il loro valore al nuovo tramite il 301. Tuttavia, chiedere ai siti linkanti di aggiornare il link direttamente al nuovo URL rimane la soluzione più efficace.

Devo mantenere attivo il vecchio dominio dopo il redirect?

Sì, almeno per 12 mesi. Il vecchio dominio deve continuare a rispondere e a redirigere correttamente. Se lo lasci scadere, i backlink che puntano ad esso perdono efficacia e il redirect smette di funzionare.

Posso usare il redirect per unire due siti in uno?

Sì, è un caso d’uso comune. Si chiama migrazione o consolidamento di domini. La logica è la stessa: redirect 301 da tutti gli URL del sito secondario ai corrispondenti del sito principale, con attenzione alla coerenza tematica dei contenuti.

Serve un plugin per fare il redirect su WordPress?

Non necessariamente. Per redirect singoli, un plugin come Redirection è comodo e non richiede accesso al server. Per redirigere l’intero dominio, il metodo più efficace e leggero è agire direttamente sul file .htaccess.

👉 Leggi anche la guida completa all’ottimizzazione SEO

Se hai domande sul redirect del tuo dominio o vuoi raccontarmi la tua esperienza di migrazione, scrivimi nei commenti. Ci sono passato anch’io, e so quanto può sembrare complicato la prima volta.

Valerio Novelli

Dal 2008 mi occupo di Web & Affiliate Marketing condividendo informazioni ed esperienze sul mondo dell'imprenditoria digitale e del lavoro online.

Autore in Self Publishing su Amazon di quattro libri fra cui "Da 0 a 30.000 € Con un Blog in 10 Mesi" e "Airbnbusiness".

Offline ho degli appartamenti in affitto su Airbnb.

Condivido la mia esperienza e le mie considerazioni su come lavorare e guadagnare online ed offline, sulla finanza personale e la gestione del denaro.

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