Aprire un negozio in franchising sembra semplice finché non ci si mette a fare i conti davvero. Quanti soldi servono? Si può partire senza capitali? Qual è il franchising giusto per te? In questa guida rispondo a queste domande una per una, con dati concreti e senza filtri.
Cos’è il franchising?
Il franchising — detto anche affiliazione commerciale — è un accordo di collaborazione tra due imprenditori per la distribuzione di beni o servizi.
Da un lato c’è l’affiliante (franchisor), un’azienda con una formula commerciale già collaudata.
Dall’altro c’è l’affiliato (franchisee), che adotta quella formula pagando una quota d’ingresso e una royalty periodica.
In pratica: stai aprendo una tua attività sotto l’ombrello di un marchio già riconoscibile sul mercato.
Meno rischio di partenza, ma anche meno libertà operativa.
Quali tipi di franchising esistono?
Non tutti i franchise funzionano allo stesso modo.
I principali modelli sono tre:
- Franchising di prodotto — il franchisee distribuisce esclusivamente i prodotti del franchisor (es. concessionarie auto, distributori di bevande).
- Franchising di servizio — il franchisee eroga un servizio secondo gli standard del brand (es. agenzie immobiliari, centri fitness, fast food).
- Franchising industriale — il franchisee produce e vende beni secondo la formula del franchisor, meno diffuso ma presente in alcuni settori manifatturieri.
Quanto costa aprire un negozio in franchising?
Dipende dal settore e dal brand, per semplificare possiamo considerare tre voci principali da mettere in preventivo:
- Fee d’ingresso (franchising fee) — pagamento una tantum per entrare nel network. Può andare da poche migliaia di euro fino a 50.000€ o più per marchi premium.
- Royalty periodiche — percentuale sul fatturato da versare al franchisor ogni mese o trimestre, solitamente tra il 3% e il 10%.
- Investimento iniziale — allestimento del locale, attrezzature, magazzino iniziale, marketing locale. Questa è spesso la voce più pesante.
Esistono anche formule low cost o a basso investimento iniziale, soprattutto nei servizi digitali, nel food da asporto o nei settori in crescita come il benessere e la cura della persona.
💡 Non sempre “low cost” significa “meno redditizio”: dipende dal modello di business.
Come aprire un negozio in franchising: si può aprire senza soldi?
Si può aprire un franchising senza soldi? Difficile, ma non impossibile.
Alcune opzioni concrete:
- Franchisor che finanziano in parte l’investimento iniziale (raro ma esiste).
- Accordi di partnership con banche convenzionate dal network.
- Finanziamenti garantiti da Mediocredito Centrale o fondi regionali per nuove imprese.
- Franchising in “revenue share” dove il capitale iniziale è ridotto al minimo in cambio di una quota maggiore degli utili.
La regola pratica rimane una: non partire sottocapitalizzato.
La sottocapitalizzazione è una delle cause principali di fallimento nelle nuove attività in franchising.
Avere i soldi per aprire non basta: devi avere i soldi per sopravvivere almeno 12 mesi senza utile.
Come scegliere il franchising giusto?
Ecco 5 passaggi concreti per valutare un’opportunità prima di firmare qualsiasi contratto:
- Autovalutazione — Chiediti cosa sai fare e in quale settore hai esperienza o passione reale. Un franchising nel food richiede attitudini diverse da uno nei servizi B2B.
- Analisi del mercato locale — Il brand funziona nella tua città? C’è già concorrenza diretta? Ci sono altri franchisee nella zona?
- Due diligence sul franchisor — Chiedi il bilancio degli ultimi 3 anni, parla con altri franchisee già attivi (non solo quelli che ti segnala il franchisor), leggi le recensioni su forum indipendenti.
- Analisi del contratto — Fatti assistere da un commercialista o avvocato. Controlla durata, clausole di uscita, zona di esclusiva e obbligo di acquisto.
- Piano finanziario realistico — Stima il break-even point. Quanti mesi ti servono per coprire i costi fissi con le entrate? Hai abbastanza riserve per coprire quel periodo?
Vale la pena aprire un negozio in franchising?
Dipende da te più che dal franchise scelto. Il modello funziona se sei disposto a seguire le regole di un sistema già costruito, hai capitali sufficienti per resistere alla fase iniziale e scegli un settore in cui credi davvero.
Non è la scorciatoia per “fare soldi facili” — ma è un modo concreto per avviare un’attività con un brand riconoscibile alle spalle, un manuale operativo pronto e una rete di supporto. Per molti imprenditori è stata la scelta giusta. Per altri no.
Se stai valutando come strutturare il tuo progetto, leggi anche la mia guida su come aprire un’azienda e quella su come scrivere un business plan — due passi fondamentali prima di firmare qualsiasi contratto di franchising.








2 commenti
Ottimo articolo.
Aggiungerei al punto 1 anche la valutazione in dettaglio di tutti gli aspetti che costituiscono l’attività, per evitare che vi sia qualcosa che vada contro i propri valori e le proprie convinzioni (è uno dei passaggi critici di molti franchising).
Inoltre, passaggio fondamentale è far controllare il contratto da un avvocato esperto di franchising (naturalmente prima della firma) e incaricare un commercialista di fare un’accurata valutazione non solo del business plan e del conto economico, ma anche dei bilanci dell’azienda franchisor con profondità di almeno tre anni (non lo fa praticamente nessuno, e a volte emergono situazioni disastrose che devono far riflettere)
Buon lavoro a tutti
Roberto Zaretti
Salve a tutti !
io vorrei vendere il mio Franchise , oltre ad andare alle Fiere sarei interessata a fare publicita online !
la mia domanda é : qual miglior modo per vendere il mio franchise sul Web ?
Saluti Sandra