Negli ultimi anni il mercato delle carte aziendali è esploso: sempre più imprenditori, freelance e agenzie lavorano online, gestiscono team distribuiti, pagano software in abbonamento e investono budget importanti in advertising su piattaforme internazionali…
Piattaforme come Revolut Business, Qonto, Soldo, Blank, Tot o Pleo hanno contribuito a modernizzare la gestione delle spese aziendali (a proposito se non la conosci guarda la pagina dedicata ai conti business) ma…
Molte di queste piattaforme hanno un limite strutturale/fisiologico: alcune funzionalità si possono avere solo con un upgrade di piano ed un abbonamento mensile più costoso…
E proprio facendo leva su questo aspetto Wallester Business si propone come una soluzione con un approccio “controcorrente”…
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Il problema nascosto degli abbonamenti “a scalare”…
Molti conti business o piattaforme business propongono dei piani differenti con funzionalità differenti.
Una delle caratteristiche di quasi tutti i conti business è il numero limitato di carte virtuali/fisiche o il numero di utenti che possono utilizzare quel conto.
Avere più carte virtuali è estremamente comodo ed efficace per gestire meglio le spese.
Si può infatti dedicare una carta alle campagne pubblicitarie su Facebook (Meta ads), una carta per Google Ads, una per gli abbonamenti, …
Ognuna di queste carte può essere impostata con limiti di spesa e permetterà di controllare “dove stiamo spendendo troppi soldi”, ed è qui che Wallester Business si propone come soluzione ideale perché:
- Non ha un canone mensile
- Con il piano gratuito permette di creare fino a 300 carte virtuali che possono essere assegnate liberamente
- Si possono invitare utenti illimitati ed impostare limiti di spesa
Nasce quindi proprio da queste osservazioni il confronto fra
Wallester vs Revolut Business vs Qonto
Difficile fare un confronto a 360 gradi che sia davvero completo, quello che però si può fare è controllare proprio la questione delle carte e degli utenti.
Revolut Business e Qonto sono piattaforme solide, ben fatte, con una forte componente bancaria, ma entrambe hanno dei limiti quando si parla di carte aziendali…
Il numero di carte virtuali disponibili è legato al piano scelto e spesso piuttosto ridotto, specialmente se si lavora con più account pubblicitari o più progetti.
Lo stesso problema si ha inoltre per gli utenti: aggiungere collaboratori o membri del team comporta quasi sempre un costo aggiuntivo, mentre Wallester permette di separare le spese in modo più granulare .
Dal punto di vista operativo questo si traduce in meno errori, meno problemi di fatturazione ed una gestione contabile più ordinata…
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Il tutto senza considerare un altro aspetto molto importante…
Le commissioni sul cambio valuta di Soldo e Pleo?
Piattaforme come Soldo e Pleo applicano spesso un markup sul cambio valuta, percentuali che su piccoli importi passano inosservate, ma che diventano molto pesanti quando si spendono migliaia di euro.
Anche in questo caso Wallester propone un approccio più lineare con il supporto a 10 valute e il costo del cambio trasparente e competitivo (Wallester non applica commissioni FX interne).
Proprio per questi motivi Wallester viene spesso utilizzato da chi fa advertising o da chi ha un business digitale: la possibilità di creare molte carte virtuali non solo permette di separare ogni flusso di spesa ma riduce anche i rischi di blocchi improvvisi sugli account pubblicitari.
L’assenza di costi fissi inoltre rende il servizio molto scalabile e pensato sia per chi spende poche centinaia di euro al mese che per chi gestisce budget più elevati…
A questo poi bisogna aggiungere il fatto che, essendo un servizio che offre un piano base, chiunque può provarlo gratuitamente e vedere se trova un beneficio dall’uso di Wallester oppure no.
Ma come guadagna allora Wallester Business?
Questo è il punto di svolta di Wallester Business: il servizio non guadagna infatti dal canone mensile ma dalle transazioni e dai servizi premium.
Ogni volta che paghi con una carta il commerciante paga una commissione (nota come merchant fee): una parte di quella commissione viene retrocessa all’emittente della carta (interchange fee).
Questo è il modello su cui in realtà si basano quasi tutte le fintech moderne, e in pochi sanno che l’interchange è regolamentato: in Europa è dello 0,2-0,3% per carte consumer e più elevato per le carte corporate).
Su volumi importanti questa piccola percentuale diventa una fonte di ricavi significativa, ed ecco come e perché Wallester Business può permettersi di offrire carte gratuite, guadagna quando tu le usi senza farti spendere nulla in più!
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