L’elevator pitch, quel “discorso da ascensore” che riassume in 30 – 60 secondi un’idea, nasce come concetto nei primi anni del mercato azionario americano e diventa famoso nel 1987 grazie a Garry Hahn e Tom Boardman.
L’esigenza che portò alla nascita dell’elevator pitch era molto semplice: imprenditori e professionisti dovevano presentare la loro idea in maniera super veloce a investitori o dirigenti.
Nel corso degli anni ho visto cambiare radicalmente il modo in cui le persone si presentano, raccontano un progetto o cercano opportunità professionali, eppure l’elevator pitch è rimasto sorprendentemente attuale.
In quest’articolo proverò a condividere con te quello che ho imparato su
- Come spiegare bene quello che fai in pochi secondi
- Come presentarti senza annoiare o sembrare confuso
- Come attirare l’attenzione di un potenziale cliente, partner o datore di lavoro
Nel 2026 queste domande sono più attuali che mai visto che viviamo in un’epoca di attenzione limitata, opportunità di networking praticamente continue e comunicazione rapida sia online che offline.
Partiamo quindi dalle basi e scopriamo insieme
Elevator Pitch: cos’è oggi?
Un elevator pitch è una presentazione breve, chiara e mirata che spiega chi sei, cosa fai e perché sei rilevante.
Il tempo dell’elevator pitch era il tempo di una corsa in ascensore (da cui il nome), quindi da 30 a 60 secondi.
Oggi il concetto di elevator pitch va ben oltre “la corsa in ascensore” e viene utilizzato per
- Una presentazione dal vivo ad un evento
- La risposta a “cosa fai nella vita?”
- Una bio su LinkedIn
- L’introduzione di una call
- L’inizio di un video
- Un messaggio email o DM
Non è uno slogan, non è vendita aggressiva, è un invito alla conversazione, un modo per incuriosire le persone a saperne di più su di noi, sui nostri prodotti o sui nostri servizi.
Perché è fondamentale avere un elevator pitch (o più di uno)?
Molti pensano che l’elevator pitch sia un concetto da startup del 2010, in realtà oggi è più importante di prima, e per dimostrartelo ho individuato 5 motivi estremamente attuali:
- L’attenzione è il vero asset scarso: difficilmente chi ci ascolta presta la massima attenzione a ciò che diciamo, e quando qualcuno ci sta ascoltando decide in pochi secondi se continuare a farlo o meno
- Networking continuo: eventi, coworking, fiere, community online ed offline, il networking oggi è sempre più presente (e spesso superficiale)
- Lavoro sempre più fluido: freelance, consulenti, creator e professionisti devono sapersi presentare in maniera efficace
- Personal branding: oggi non basta dire cosa fai devi comunicare il valore che porti (per approfondire leggi anche l’articolo sul personal branding)
- Opportunità: molte collaborazioni nascono da una conversazione informale, se non sei pronto l’occasione passa
Quanto deve durare un elevator pitch oggi?
Negli anni ho visto letteralmente centinaia di “elevator pitch” o presentazioni di persone, prodotti, servizi, aziende.
Alcuni erano troppo lunghi, altri troppo vaghi, altri poco incisivi.
Le durate più efficaci oggi sono:
- 30/45 secondi per contesti informali, networking ed eventi
- 45/60 secondi per colloqui o presentazioni strutturate
- 15/20 secondi per presentazioni ultra rapida
Lo so, ti potrebbero sembrare pochissimi secondi ma la regola è semplice meglio incuriosire che dire tutto.
La struttura perfetta di un elevator pitch
La struttura che funziona meglio oggi si articola in cinque fasi:
- Hook: il gancio iniziale, la frase che cattura l’attenzione e rende chiaro il contesto
- Problema/bisogno: a chi ti rivolgi e quale problema risolvi
- Soluzione/valore: qual è la soluzione al problema che hai messo in luce, come lo risolvi e in cosa ti differenzi o sei utile
- Credibilità: un elemento che rafforza la fiducia (può essere la tua esperienza, i risultati che hai ottenuto, il tuo metodo, …)
- Call to action: l’invito naturale a continuare la conversazione, cosa deve fare la persona se è interessata (per approfondire leggi il mio articolo dedicato alle Call to Action – CTA)
Esempio di elevator pitch
Aiuto chi vuole sapere come guadagnare online attraverso blog, YouTube e strategie di personal branding. Lavoro su questi temi dal 2008 e negli anni ho testato affiliate marketing, advertising, blogging, self publishing e investimenti. Questo mi ha portato a studiare il mondo della finanza personale e della gestione del denaro ed oggi condivido quella che è la mia esperienza in quasi 20 anni di attività online ed offline.
Proviamo adesso a variare l’elevator pitch per contesti differenti:
- Lavoro: mi occupo di marketing digitale con focus su SEO e contenuti. Negli anni ho lavorato su progetti editoriali di vario tipo (monetizzazione, finanza personale, viaggi, salute) facendo crescere diversi progetti nel lungo periodo
- Freelance o consulenti: lavoro con aziende e professionisti che vogliono acquisire clienti in modo sostenibile
- Startup: abbiamo sviluppato una piattaforma che aiuta a prendere decisioni migliori partendo dai dati riducendo tempi e costi di analisi
- Personal brand e creator: parlo di lavoro online, finanza personale ed investimenti condividendo la mia esperienza reale senza promesse facili con l’obiettivo di aiutare le persone a ragionare meglio sul denaro
- Bio o email: aiuto persone e aziende a capire come lavorare e guadagnare online in modo sostenibile raccontando la mia esperienza tramite blog dal 2008 e successivamente tramite YouTube e social
Errori da evitare
Vediamo alcuni errori da evitare oggi:
- Essere vaghi: mi occupo di marketing non significa nulla
- Parlare troppo di sé: il pitch non è un curriculum
- Usare buzzword che fanno solo rumore senza lasciare nulla (es. creiamo soluzioni innovative o disruptive)
- Promettere risultati irrealistici (distruggi la tua credibilità)
- Non adattare il pitch al contesto
Come preparare un elevator pitch efficace?
Prima di tutto è necessario ragionare sul proprio elevator pitch quindi scriverlo.
Oggi possiamo anche farci aiutare dall’AI (ChatGPT, Gemini, …), ma dobbiamo poi umanizzarlo e interiorizzarlo.
Tagliamo ogni parola che non ha uno scopo ben preciso e proviamolo ad alta voce per capire se suona naturale oppure no.
Creiamo più versioni (una breve, una lunga, una ultra rapida).
Il pitch può essere il nucleo del tuo personal brand, se non sai spiegare cosa fai in pochi secondi difficilmente gli altri lo capiranno, usa l’elevator pitch come una bussola, non come un copione rigido.







