P2P Lending, la guida definitiva? Negli ultimi anni il mondo degli investimenti è cambiato radicalmente. Sempre più persone si sono avvicinate alla finanza personale spinte dalla necessità di far rendere i propri risparmi in un contesto in cui i classici strumenti bancari offrono rendimenti spesso troppo bassi per essere davvero interessanti…
In questo scenario si è fatto spazio il P2P Lending (peer-to-peer lending), un modello che promette di mettere in contatto diretto chi ha bisogno di un rpestito con chi vuole investire, eliminando le banche come intermediari.
Se ne hai sentito parlare, probabilmente hai visto contenuti che lo descrivono (o che lo descrivevano) come
- Un modo semplice per guadagnare online
- Una fonte di reddito passivo
- Un investimento con rendimenti elevati
Ed è proprio qui che nasce il problema: gran parte dei contenuti online sul P2P lending sono fermi al 2018-2021 e non riflettono più la realtà attuale.
Nel 2026 il settore è completamente diverso: più regolamentato, più complesso, meno “facile”, più selettivo e soprattutto meno ingenuo rispetto al passato.
In questa guida voglio quindi provare ad accompagnarti passo passo per capire davvero come funziona il P2P lending oggi, senza filtri e senza promesse irrealistiche.
- Cos’è il P2P Lending (Peer-to-Peer lending)?
- Il vero significato del P2P lending (quello che in pochi spiegano)
- Come funziona il P2P lending (guida passo – passo)
- I modelli di P2P lending nel 2026
- Perché il P2P lending è diventato così popolare?
- La verità sul P2P lending che dovresti sapere subito
- La mia esperienza con il P2P lending senza filtri
- Tutti i rischi del P2P lending
- 1. Rischio default: il più evidente, non il più pericoloso.
- 2. Rischio piattaforma, il più importante in assoluto?
- 3. Rischio lender (originator)
- 4. Buyback guarantee, la più grande illusione del P2P
- 5. Rischio liquidità: il rischio spesso ignorato
- 6. Rischio normativo e rischio valutario
- P2P Lending nel 2026: Cosa è cambiato?
- Tassazione P2P Lending
- Quanto si guadagna davvero con il P2P lending nel 2026?
- Piattaforme Peer to Peer Lending
- Bondora
- Mintos
Cos’è il P2P Lending (Peer-to-Peer lending)?
Partiamo dalle basi, ma in modo concreto.
Il P2P lending è una forma di investimento che permette di prestare denaro ad altri utenti – privati o aziende – attraverso piattaforme online specializzate.
In pratica
- Tu investi (presti denaro)
- Qualcun altro riceve il prestito
- La piattaforma gestisce tutto il processo
Il tuo guadagno deriva dagli interessi pagati su quel prestito.
Fin qui sembra tutto semplice, e infatti lo è… almeno in apparenza…
Il vero significato del P2P lending (quello che in pochi spiegano)
Quando investi nel P2P lending NON stai semplicemente prestando soldi, stai entrando in un sistema composto da più livelli di rischio 👀
- Il debitore (chi riceve il prestito)
- Il lender (la società che origina il prestito)
- La piattaforma che fa da intermediario
Capire questo è fondamentale, perché uno degli errori più comuni è pensare che se il debitore non paga c’è la garanzia “buy back”, in realtà è molto più complessa, come scoprirai fra poco…
Come funziona il P2P lending (guida passo – passo)
Il primo passo consiste nella registrazione su una piattaforma di P2P lending, alcuni esempi di piattaforme di cui ho parlato sul blog sono Mintos, Bondora ed Evenfi.
Durante la registrazione è richiesto di verificare la propria identità, collegare un metodo di pagamento e depositare dei fondi per cominciare ad investire.
Dopo aver completato la registrazione su una piattaforma di P2P lending è possibile depositare denaro tramite bonifico bancario o carta.
Le piattaforme di P2P lending solitamente offrono due modalità di selezione degli investimenti:
- Manuale: scegli tu dove investire valutando tasso di interesse, durata, livello di rischio e Paese
- Auto-invest: imposti dei criteri automatici o semi automatici come rendimento minimo, durata massima e livello di rischio, poi la piattaforma investirà per te automaticamente
Una volta scelta la modalità di investimento la piattaforma si occuperà di eseguire l’investimento e teoricamente tu comincerai a ricevere interessi e il capitale che hai versato.
Il debitore che ha ricevuto i soldi in prestito paga rate periodiche e tu ricevi periodicamente capitale + interessi o solo interessi e alla fine del prestito il capitale che hai prestato.
Molte piattaforme di P2P lending permettono di scegliere se vuoi reinvestire automaticamente o prelevare i guadagni.
I modelli di P2P lending nel 2026
Uno degli errori più comuni è pensare che il P2P lending sia tutto uguale, in realtà non è così, esistono diversi modelli, ovvero:
- Il modello marketplace (il più puro): è il modello originale dove presti direttametne a qualcuno e scegli ogni singolo prestito, oggi è un modello poco diffuso
- Il modello con originator (il più comune): in questo modello entra in gioco un attore in più, il lender. Una società concede il prestito, la piattaforma lo mette a disposizione degli investitori e tu investi in quel prestito (modello utilizzato anche da piattaforme come Mintos)
- Il modello note o strumenti finanziari: l’evoluzione più recente. Qui invece di investire in singoli prestiti si investe in strumenti che rappresentano un insieme di prestiti. Questo teoricamente porta alcuni vantaggi, ovvero maggiore diversificazione e gestione più semplice ma introduce anche una maggiore distanza fra chi presta i soldi e il prestito reale
Perché il P2P lending è diventato così popolare?
Il successo del P2P lending negli ultimi anni si può spiegare attraverso 3 elementi che hanno catturato l’attenzione degli investitori più propensi al rischio, ovvero
- Rendimenti più alti rispetto alle banche: in un periodo in cui i conti deposito rendevano poco (2015 – 2020) e le obbligazioni avevano rendimenti limitati il P2P lending in teoria ha proposto rendimenti che arrivavano fino all’8% – 10% e più (a proposito di conti deposito vedi la pagina aggiornata sui migliori conti deposito)
- Accessibilità: a differenza di altre forme di investimento il P2P lending permette di cominciare ad investire anche con cifre molto basse (a partire da 50 €)
- Semplicità apparente: le piattaforme sono progettate per essere intuitive, automatiche ed user-friendly, ma questa semplicità può essere un’arma a doppio taglio
La verità sul P2P lending che dovresti sapere subito
‼️ Il P2P lending non è un investimento sicuro che ti offre una rendita garantita o un sitema facile per guadagnare, è uno strumento finanziario con rischi reali e nel 2026 questi rischi sono probabilmente molto più evidenti rispetto al passato.
La mia esperienza con il P2P lending senza filtri
Quando ho iniziato ad investire nel P2P lending e sperimentare questo mondo il contesto era completamente diverso rispetto ad oggi, c’era molto entusiasmo e ovunque si parlava di
- Rendimenti interessanti
- Reddito passivo
- Semplicità d’uso
Io stesso ho iniziato testando diverse piattaforme, ma come faccio sempre ho preferito un approccio prudente:
- Piccoli importi
- Diversificazione iniziale
- Reinvestimento automatico
Ed i primi risultati erano piuttosto positivi: pagamenti regolari, rendimenti interessanti anche se le cifre erano molto basse e una sensazione di controllo.
Se a questo si aggiunge il fatto di poter guadagnare anche grazie ai referral program o a veri e propri programmi di affiliazione il sistema sembrava abbastanza interessante, ne ho parlato anche in un video sul mio Canale YouTube a gennaio 2021:
Dopo anni di utilizzo ho però capito che ci sono 3 aspetti molto importanti che hanno cambiato il modo di vedere il P2P lending:
- Il rischio piattaforma è reale ed è il più sottovalutato: all’inizio molti pensano che il rischio principale del P2P lending è il debitore, in realtà con il tempo si è scoperto che fra i rischi collegati a questa forma di investimento c’è anche il rischio piattaforma, se qualcosa va storto potrebbe essere infatti attivato un blocco dei prelievi, potrebbero esserci problemi di liquidità o una gestione opaca
- Il buyback non è una vera sicurezza: molte persone si sono avvicinate al P2P lending convinte di essere tutelate dalla famosa garanzia di riacquisto o buyback. È fondamentale però capire che questa non è una garanzia bancaria e dipende dalla solidità del lender. Detto in altre parole, se il lender ha problemi quella garanzia può non valere nulla
- La diversificazione aiuta ma il rischio rimane alto: concentrare troppo capitale su una sola piattaforma, pochi prestiti o pochi Paesi è un rischio enorme. Diversificare tra piattaforme, prestiti o geograficamente è obbligatorio e comunque il rischio con il P2P lending continua a rimanere alto
Forse un approccio più corretto al P2P lending è quello di considerarlo come una componente minoritaria del proprio portafoglio di investimento, uno strumento da usare con attenzione per diversificare e non per “arricchirsi”.
Al di là della mia esperienza, online puoi trovare tantissime testimonianze di persone che non sono riuscite a recuperare tutti i soldi che avevano prestato con il P2P lending.
Tutti i rischi del P2P lending
Se stai pensando di investire nel P2P lending questa è la sezione più importante di tutto l’articolo.
Non perché sia negativa, ma perché è quella che ti permetterà davvero di capire in cosa stai entrando.
Uno degli errori più grandi che ho visto fare negli anni è questo:
👉 Guardare solo il rendimento e ignorare completamente i rischi, e nel P2P lending i rischi sono disposti su diversi livelli sovrapposti.
1. Rischio default: il più evidente, non il più pericoloso.
Si tratta del rischio più semplice da capire: il debitore potrebbe non pagare il prestito, questo può succedere per vari motivi:
- Perdita del lavoro
- Difficoltà economiche
- Fallimento (nel caso di aziende)
Quando succede smetti di ricevere interessi e rischi di perdere parte o tutto il capitale che hai investito.
Paradossalmente, molti principianti si concentrano troppo su questo rischio e teoricamente il sistema è progettato almeno in parte per gestirlo attraverso la diversificazione, il recupero crediti ed il buyback in alcuni casi.
2. Rischio piattaforma, il più importante in assoluto?
Questo rischio cambia completamente le regole del gioco: quando investi nel P2P lending non stai solo investendo nei prestiti, stai anche affidando il tuo capitale ad una piattaforma, dipendendo dalla sua gestione ed esponendoti alla sua solidità.
Se la piattaforma ha problemi può bloccare i prelievi, avere problemi di liquidità o nel peggiore dei casi potrebbe fallire.
In questi casi recuperare i soldi può diventare molto difficile.
Considera che potresti anche avere dei “prestiti perfetti” e comunque perdere soldi se la piattaforma ha problemi.
3. Rischio lender (originator)
Questo è un livello che molti non considerano nemmeno.
In molte piattaforme i prestiti non sono gestiti direttamente dalla piattaforma ma da società terze chiamate lender o originator.
Sono queste società a concedere i prestiti mentre le piattaforme li rendono disponibili agli investitori.
Se il lender ha problemi potrebbe non rispettare il buyback, avere difficoltà finanziarie, fallire, e questo impatterà direttamente sul tuo investimento.
4. Buyback guarantee, la più grande illusione del P2P
Il buyback è uno degli elementi più fraintesi nel P2P lending: molti lo vedono come una garanzia del cpaitale, ma non è così.
In realtà si tratta di un “impegno” da parte del lender a riacquistare il prestito in caso di default, ma non è una garanzia della piattaforma o una garanzia bancaria.
Se il lender che offre il buyback ha problemi finanziari, non ha liquidità o fallisce il buyback diventa inutile.
5. Rischio liquidità: il rischio spesso ignorato
Nel P2P lending NON HAI SEMPRE LIQUIDITÀ IMMEDIATA.
Questo significa che non puoi uscire quando vuoi, potresti dover aspettare mesi e il mercato secondario potrebbe non funzionare come vorresti.
Nei momenti di crisi, quando molti vogliono uscire e la fiducia cala questo diventa un problema e la liquidità si riduce drasticamente.
6. Rischio normativo e rischio valutario
Negli ultimi anni il settore è stato regolamentato di più, ma questo non elimina i rischi, considera che le normative cambiano, alcune piattfaorme operano fuori UE e la protezione non è totale.
Se investi in valute diverse dall’euro sei esposto al cambio e questo può aumentare o ridurre il valore del tuo rendimento e del tuo investimento.
finanziarie sulle cui si investe: ogni finanziaria infatti può andare in default e fallire, con conseguente impossibilità o difficoltà di recuperare l’investimento fatto e l’importo versato.
P2P Lending nel 2026: Cosa è cambiato?
Negli ultimi anni l’Europa ha introdotto regole più stringenti portando ad una maggiore trapsarenza, più controlli e più sicurezza.
Molte piattaforme sono scomparse, hanno avuto problemi, sono state acquisite e il mercato in parte si è ripulito.
È finita anche l’illusione del guadagno facile: se fino a qualche anno fa si parlava di rendimenti facili, investimenti automatici e zero problemi oggi il messaggio è diverso.
Le piattaforme si sono evolute in piattaforme multi asset e non più verticali sul P2P lending. Chi investe oggi è più consapevole, selettivo e fa più analisi, questo ha alzato il livello del mercato.
Oggi chi investe in P2P lending sa che non è una scorciatoia, non è un sistema semplice e non è una rendita automatica, come tutti gli strumenti complessi va capito prima di essere usato.
Tassazione P2P Lending
Che dire sulle tasse da pagare per chi investe in p2p lending?
Premesso che il mio consiglio è quello di consultare un commercialista o un consulente per avere informazioni corrette (se non sai a chi chiedere vedi il mio articolo dedicato al commercialista on line) ecco alcune informazioni di carattere generale.
I soggetti che risiedono fiscalmente in Italia e che sono titolari di un conto su una piattaforma di P2P lending se hanno percepito redditi derivanti da interessi sui prestiti devono compilare il quadro RL2 ed il quadro RW.
Sul codice individuazione del bene bisogna inserire il codice 14 che identifica le altre attività estere di natura finanziaria e valute virtuali.
La voce Giorni IVAFE va compilata solo se la giacenza media è superiore ai 5.000 €.
Bisogna inoltre sempre barrare la casella solo monitoraggio.
Quanto si guadagna davvero con il P2P lending nel 2026?
Molti contenuti online disponibili oggi riportano numeri teorici non aggiornati.
Nel 2026, i rendimenti si collocano più o meno su queste fasce:
- Tra il 5% ed il 7% su piattaforme più solide e regolamentate
- Tra il 7% ed il 10% su piattaforme con un rischio medio-alto
- Tra il 10% ed il 12% su piattaforme con un rischio elevato
Se vedi piattaforme che propongono rendimenti superiori al 12% dovresti farti qualche domanda e attivare più di un campanello di allarme/allerta.
🚨 ATTENZIONE – I rendimenti medi indicati qui sopra non sono garantiti ed è bene ricordare che chi investe nel P2P lending non ha garanzie reali, non ha copertura bancaria, non ha protezione del capitale, il rendimento è sempre legato al rischio.
Il rendimento reale inoltre dipende da 4 fattori:
- Puntualità / Ritardi nei pagamenti
- Possibilità di default
- Commissioni
- Inefficienze della piattaforma
Molte persone scelgono i prestiti che offrono un tasso più alto ignorando il rischio, questo atteggiamento può costare molto caro, specialmente a chi non ha grandi risorse o non può permettersi di perdere soldi o determinati livelli di rischio.
❌ Gli errori da evitare assolutamente sono quindi pensare che si tratta di una rendita sicura, investire troppo capitale e non diversificare.
Tutti i rischi del P2P lending
Piattaforme Peer to Peer Lending
Quali sono dunque le Piattaforme di P2P Lending più conosciute online?
Ho già parlato di alcune delle più famose, fra le prime piattaforme di P2P lending vanno sicuramente menzionate:
Bondora
L’investimento minimo su questa piattaforma è di 5,00 € ed i rendimenti vanno dall’8 al 70% (teoricamente). È possibile vendere i prestiti ma non c’è rete garanzia. Il sito è semplice da utilizzare ed è disponibile in 24 lingue fra cui l’italiano.
Mintos
Sicuramente una delle più conosciute per le sue possibilità di diversificazione. Questa piattaforma permette infatti di connettere i prestatori sia a chi prende i prestiti che a vari “Originatori di prestiti” (vale a dire società di credito locali o internazionali).
La piattaforma offre anche una sorta di protezione chiamata Mintos BuyBack (ma questa protezione funziona fino a quando chi ha dato origine al prestito lo paga).
La piattaforma ha più di 100.000 investitori attivi in 70 paesi ed offre prestiti in 7 valute.
Qui l’investimento minimo è di 10,00 € e i rendimenti teorici vanno dal 6 al 18%.
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