Donna che lavora con la Partita IVA

Calcolo Guadagno Netto Partita IVA: Come Farlo?

Come si fa il calcolo del guadagno netto per chi ha la Partita Iva? Ovvero come capire quanto guadagniamo al netto delle tasse? Se anche tu vuoi capire come calcolare quanto guadagni leggi quest’articolo.

I freelance, i professionisti e tutti i possessori di Partita IVA hanno spesso difficoltà a capire quanto guadagnano al netto delle tasse e dei costi del mantenimento della Partita Iva.

Per chi decide di mettersi in proprio e di aprire Partita IVA è molto importante capire quanto guadagna al netto di tasse, contributi e spese di gestione (vedi ad esempio le spese da sostenere per un commercialista).

Su Monetizzando ho già parlato di vari argomenti legati al mondo dell’imprenditoria e del “Popolo delle Partite IVA”:

Sono solo alcuni degli articoli dedicati al mondo Partita IVA ed imprenditoria. Oggi voglio aiutarti a capire come calcolare il guadagno netto se hai la Partita IVA.

Calcolo Guadagno Netto Partita IVA

La prima considerazione fondamentale da fare, se vuoi capire quanto guadagni al netto di tasse, imposte, contributi e spese, è chiaramente stabilire qual è il regime fiscale della tua Partita IVA.

Questo infatti incide pesantemente sulle tasse ed i contributi da versare.

Quando si parla di regime fiscale si fa riferimento alle varie opportunità disponibili in Italia:

  • Regime Forfettario
  • Regime Ordinario / Semplificato
  • Regime Semplificato delle Imprese Minori

A questi tre regimi fiscali, oggi disponibili in Italia, si aggiunge anche il vecchio regime dei minimi, chiaramente non più disponibile ma operativo per chi lo ha scelto quando era ancora operativo.

In base al regime fiscale dunque è più o meno complicato calcolare il guadagno netto dell’attività.

Calcolo Guadagno Netto Partita IVA Regime Forfettario

Forse sai già che il regime forfettario non permette di scaricare le spese dell’attività: queste infatti vengono calcolate attraverso il c.d. coefficiente di redditività che varia in base all’attività economica svolta (vedi Codice Ateco).

I Coefficienti di redditività sono:

  • Per gli artigiani il 67%
  • Per i commercianti il 40%
  • Per i professionisti il 78%

Se tu ad esempio sei un professionista che guadagna 1500 € al mese, ovvero 18.000 € l’anno, per calcolare il tuo guadagno netto dovrai fare la seguente moltiplicazione:

Reddito Imponibile (ovvero il reddito lordo) moltiplicato per il coefficiente di redditività.

Ovvero:

18.000 € x 78% = 14.040 €

Questo significa che, essendo un regime forfettario, per produrre 18.000 euro, in qualità di professionista, si stima che si abbiano dei costi pari a 3.960 €, costi e spese che potremmo dunque sostenere per lo svolgimento dell’attività.

Chiaramente, se sosteniamo costi più bassi avremo un guadagno maggiore, se sosteniamo costi più alti invece non potremo “scaricare” quei costi (ecco perché il regime forfettario in alcuni casi non è il regime fiscale più conveniente).

Calcolare Tasse Partita Iva Forfettaria

A questo punto però dobbiamo calcolare le tasse e le spese che dobbiamo sottrarre per arrivare ad avere il nostro guadagno netto.

Prima di tutto quindi si dovrà versare l’imposta sostitutiva che di regola è pari al 15%, ma per i primi cinque anni di attività è ridotta al 5%.

Quindi al reddito imponibile (nell’esempio 14.040 €) dobbiamo calcolare per i primi 5 anni il 5%, successivamente il 15%:

  • 5% = 702,00 €
  • 15% = 2106,00 €

Siamo così arrivati ad un guadagno netto di 13.338 € se abbiamo una tassazione al 5%, oppure di 11.934 € se abbiamo una tassazione al 15%.

Contributi Previdenziali Regime Forfettario

A questo punto dobbiamo considerare i contributi previdenziali che variano ancora una volta in base all’attività (ovvero al Codice ATECO).

Questi contributi possono essere in percentuale sul fatturato prodotto oppure con quote fisse per chi è iscritto alla Gestione Commercianti e Artigiani o per le attività di Commercio ed Artigianato.

Supponiamo che tu sia un commerciante iscritto alla gestione commerciante ed artigiani. In questo caso dovrai pagare una quota minimale (ovvero anche se guadagni 0) all’INPS pari a 3700 € l’anno divisa in 4 rate.

Attenzione: nel regime forfettario è possibile richiedere la riduzione del 35% dei contributi facendo apposita richiesta.

Supponiamo dunque che dai 13.338 € vado a sottrarre 3.700 € di INPS ottengo 9.638 € per una tassazione al 5%, mentre, per una tassazione al 15% da 11.934 € arrivo a 8.234 €.

Finisce qui?

Purtroppo no! Dobbiamo infatti ancora considerare i costi del commercialista, che chiaramente variano in maniera considerevole.

Per fare una stima supponiamo che tu abbia scelto il servizio di gestione della Partita IVA offerto da Fiscozen e che quindi paghi di commercialista circa 365 € l’anno.

Dai 9.638 € sottraiamo 365 € ed otteniamo 9.273 € nel caso di tassazione al 5% con un guadagno mensile pari a 772,75 €.

Nel caso di tassazione al 15% invece da 8.234 € sottraiamo 365 € ed otteniamo 7.869 €. con un guadagno medio mensile pari a 655,75 €.

Attenzione: se riusciamo ad abbattere però i costi dell’attività (e di conseguenza se riusciamo ad avere meno costi pur avendo un coefficiente di redditività del 78%), e ad esempio spendiamo solamente 1.960 €, avremo un guadagno netto di:

  • 11.273 € con tassazione al 5%
  • 10.234 € con tassazione al 15%

Calcolo Guadagno Netto Partita IVA Regime Ordinario

Abbiamo visto finora il regime forfettario, ma come calcolare il guadagno netto nel regime ordinario?

I costi di una Partita IVA in regime ordinario si dividono in costi di tenuta (spese di iscrizione alla camera di commercio, onorario del commercialista, bolli) e costi di gestione (ovvero tutte le spese che si devono sostenere per mandare avanti l’attività).

Ecco un pratico elenco che ti aiuterà a stimare i costi della Partita Iva in Regime Ordinario:

  • Costo Iscrizione camera di Commercio: 120,00 €
  • Onorario Commercialista: 800,00 € (si tratta di una stima media approssimativa per un giro d’affari non troppo elevato)
  • INPS: 3920,00 € circa (oltre eventuali contributi a percentuale)
  • Irpef: 23% (aliquota minima, l’Irpef è l’imposta regionale sulle attività produttive)
  • IVA: 22%
  • IRAP: 3,9%

Attenzione però: i costi di gestione sono deducibili, e di conseguenza andranno ad abbattere quello che è il reddito imponibile, ovvero il reddito sul quale vengono calcolate le tasse.

Mediamente consideriamo che, nel regime ordinario, abbiamo dei costi fissi di tenuta della Partita Iva pari a 5.000 € l’anno, cui chiaramente vanno aggiunte le spese ed i costi di gestione.

Supponendo dunque in Regime Ordinario un fatturato mensile pari a 2.000 €, ovvero 24.000 € l’anno, e sottraendo 5.000 € di costi fissi di tenuta ci restano 19.000 €.

A questi 19.000 dovremo poi andare a sottrarre le tasse e gli acconti sull’anno successivo.

Ecco perché il mio consiglio è quello di affidarsi ad un buon commercialista che ci aiuterà a fare una buona pianificazione fiscale per gestire al meglio la nostra attività.

Tu cosa ne pensi? Vuoi dire la tua? Lascia un commento qui sotto.

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2 Commenti

  1. tommaso 20 Aprile 2021

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