Come Aprire Partita IVA e Lavorare Online? Guida Completa

Come Aprire Partita IVA?

Come aprire Partita IVA? Quanto costa aprire la Partita Iva? Come funziona il Regime Forfettario?

In quest’articolo cercherò di riassumerti tutto ciò che dovresti sapere sulla Partita IVA attraverso una vera e propria guida rapida alla Partita IVA.

Quando si comincia a lavorare come freelance (a proposito ti consiglio di leggere l’articolo Tariffe Freelance), o quando si comincia a lavorare online (se non l’hai ancora letto vedi crearsi un lavoro online) e si cominciano a guadagnare dei soldi, ci si comincia ad interrogare sull’apertura della Partita IVA.

Fra le email ed i commenti che ricevo su Monetizzando® ci sono delle domande relative proprio alla Partita IVA ed alla dichiarazione dei guadagni percepiti da attività svolte online (pubblicità, affiliate marketing, grafica, SEO, consulenza, cam, …):

  • Aprire la Partita IVA è Obbligatorio?
  • Quanto costa aprire la Partita IVA?
  • Come aprire Partita IVA?
  • Quali sono i costi da sostenere per chi ha la Partita IVA?
  • Se guadagno meno di 5000 euro l’anno da questa attività devo aprire Partita IVA?
  • Conviene aprire Partita IVA nel Regime Ordinario o nel Regime Forfettario?

Tutte domande ricorrenti cui cercherò di dare risposta in quest’articolo – guida.

Disclaimer

Non sono un commercialista, un dottore commercialista o un consulente del lavoro e consiglio sempre di richiedere una consulenza personalizzata prima di prendere decisioni legate alla tipologia di Partita IVA da aprire.

Un buon commercialista può consigliarti la soluzione migliore per le tue esigenze.

Qui di seguito cercherò comunque di fornirti una serie di informazioni basate sulla mia esperienza e su ciò che ho appreso chiacchierando con commercialisti e professionisti del settore sull’argomento come aprire Partita IVA.

Partita IVA

Cos’è la Partita IVA? A cosa serve?

Si tratta di una serie di undici numeri che identificano in maniera univoca (o non equivoca) una società o una persona fisica titolare della Partita IVA.

Si chiama così perché serve a contribuire l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto, vale a dire una imposta indiretta che si applica sul valore aggiunto sullo scambio e la produzione di beni e servizi) all’Agenzia delle Entrate.

I primi sette numeri permettono di collegare la Partita IVA al contribuente titolare (nome e denominazione), i numeri successivi corrispondono all’identificativo attribuito dall’Ufficio delle Entrate, l’ultimo numero ha una funzione di controllo).

Tutti i lavoratori autonomi in Italia hanno l’obbligo di apertura della Partita IVA.

Con il termine lavoratore autonomo si indica un individuo che offre un bene o un servizio per conto proprio, senza essere in un rapporto di lavoro subordinato.

Partita IVA Falsa Cosa è?

Se una Partita IVA viene aperta per lavorare o collaborare con un solo committente si parla di falsa Partita IVA, ovvero una situazione nella quale vie un rapporto di subordinazione e non una vera attività di lavoro autonomo.

Secondo la Legge 92/2012, con la quale si è introdotta la presunzione di lavoro subordinato, in presenza di determinati requisiti, le prestazioni svolte da un titolare di Partita IVA, in assenza di prove contrarie, sono considerate rapporti di lavoro dipendente.

In caso di verifica o riscontro di una presunzione di lavoro subordinato si configura un vero e proprio illecito amministrativo, fiscale e contributivo, per tale motivo il soggetto committente è passibile di sanzioni ed il lavoratore autonomo viene considerato un lavoratore dipendente a tempo indeterminato.

Con il Jobs Act è però stata introdotta la possibilità di estinguere l’illecito amministrativo, contributivo e fiscale per i datori di lavoro che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato lavoratori autonomi titolari di Partita IVA.

Quanto Costa Aprire Una Partita IVA?

Quali sono i costi di gestione di una Partita IVA? Conviene affidarsi ad un commercialista?

Queste sono altre due delle domande che mi vengono fatte di frequente. Personalmente ritengo fondamentale l’aiuto di un commercialista che possa occuparsi della parte burocratica ed amministrativa, lasciando al professionista o al freelance il tempo per dedicarsi al suo lavoro ed alla produzione di reddito.

Un commercialista inoltre potrà consigliarti quale regime fiscale scegliere per la tua professione.

Meglio il Regime Ordinario o il Regime Forfettario (ex Regime dei Minimi)?

Quando è il caso di Aprire una SRL?

Meglio aprire una ditta individuale, o una SRLS?

La mia esperienza personale, semplificando molto tutte le procedure, le scartoffie e la burocrazia, mi permette di stimare, in linea di massima almeno 3 – 4000 euro annui di spese una volta aperta la Partita Iva (per chi è in regime dei minimi o nel regime forfettario, iscrizione alla camera di commercio, pagamento contributi fissi, varie ed eventuali).

Questo non significa che non conviene aprire la partita iva, ma semplicemente che si può aprire quando davvero si raggiunge una certa “solidità” economica.

Aprire Partita IVA

Ecco cosa dice il mio Commercialista, Dott. Commercialista Vincenzo Romano: 

Aprire la partita iva è gratuito, basta andare da soli all’agenzia delle entrate, con tutti gli elementi già stabiliti e procederanno all’apertura.

Ma chi sarà in grado di compilare il modulo AA9 da solo? In pochi o nessuno, quindi ci si rivolge ad un consulente, che solitamente per apertura partita iva e tenuta contabile, chiede dai 400/500 euro in su ANNUI.

Se si parte con un regime forfettario, oltre i costi di iscrizione iniziali (Creazione PEC, Rilascio SMART CARD o firma digitale, apertura partita iva, iscrizione alla camera di commercio, iscrizione INPS, Scia al comune in caso di vendita online, Pagamento diritto annuale in fase d’iscrizione) bisognerà affrontare altre spese.

Gli altri costi di cui tu parli sono variabili e dipendono dal tipo di iscrizione:

  1. Iscrizione alla CCIAA costo annuo al momento 53 euro (in base alla provincia di iscrizione);
  2. Iscrizione INPS euro 3683,00 € annui circa se ci si iscrive come commerciante artigiano e possibilità di riduzione del 35% se si opta per il regime forfettario (non c’è l’obbligo di farsi versare la ritenuta d’acconto) oppure se ci si iscrive come professionista bisogna iscriversi alla gestione separata INPS:

Prima aliquota, destinata a tutti coloro che non risultano assicurati a forme pensionistiche obbligatorie, oltre alla gestione separata, è pari al 25,72% (25% per invalidità, vecchiaia e superstiti, più l’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per l’indennità di malattia, maternità e per gli assegni per il nucleo familiare).

Seconda aliquota del 17%, per tutti i rimanenti soggetti iscritti alla gestione separata, siano essi lavoratori già pensionati oppure già assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie.

Inoltre vorrei ricordare che nel primo caso, c’è la possibilità di poter compensare quanto dovuto all’inps, con l’iva accumulata per sostenere i costi di investimento iniziali.

Come Aprire Partita IVA?

Spesso l’Apertura della Partita IVA viene vista come qualcosa di cui aver paura, specialmente in Italia.

C’è dunque chi preferisce lavorare con ritenuta d’acconto (lo vedremo più avanti) e chi preferisce lavorare come copywriter/ghost writer/articolista con cessione del diritto d’autore (puoi approfondire leggendo l’articolo sulla Cessione del Diritto d’Autore).

In alternativa puoi affidarti a servizi online come quello offerto da Fiscozen:

Chi può aprire partita IVA?

Chiunque svolge libera professione: professionisti autonomi, freelance, artigiani, commercianti, …

A seconda della tipologia di Partita IVA che aprirai ci saranno delle regole e delle specifiche da rispettare, come ad esempio la scelta del codice attività (Codice ATECO, per approfondire vedi ATECO Infocamere).

Posso Aprire Partita IVA da Solo?

Sì, come anticipato nel paragrafo come aprire Partita Iva, puoi aprire la tua posizione collegandoti sul sito dell’Agenzia delle Entrate (clicca su questo link per la pagina ufficiale).

Dovrai comunicare la data di Inizio Attività entro 30 giorni (o in alternativa è possibile fare una comunicazione successiva pagando sanzione):.

Se vuoi aprire la Partita IVA come libero professionista dovrai fare la dichiarazione tramite modello AA9/7 ed iscriverti alla Gestione Separata Inps.

Se tu sei un giornalista invece il tuo ente di previdenza sarà l’Inpgi2.

Se sei un musicista l’ente di previdenza è l’Enpals.

Molti ordini professionali o categorie di professionisti hanno infatti un proprio ordine di previdenza specifico.

Iscrizione Gestione Separata è Obbligatoria?

Chi deve iscriversi alla gestione separata INPS? È obbligatorio?

Anche in questo caso il discorso è piuttosto argomentato.

Semplificando l’iscrizione è obbligatoria per lavoratori autonomi che non esercitano attività sotto forma di impresa, per liberi professionisti per i quali non è prevista una cassa professionale e per i Co.Co.Co.

Con il termine Gestione Separata INPS si intende un fondo pensionistico nato nel 1995 con l’obiettivo di garantire un trattamento previdenziale ed assistenziale ai lavoratori che prima della Legge Dini non avevano tutele (vedi ad esempio i professionisti senza cassa previdenziale).

La Partita IVA è Obbligatoria?

Chi vuole avviare una attività di impresa o di arte e professione, solitamente si chiede se l’apertura della Partita IVA sia obbligatoria oppure no.

Esiste poi una categoria di persone che, svolgendo una attività in maniera saltuaria, si chiede se sia corretto aprire la Partita IVA o se sia sufficiente la “Prestazione Occasionale” (se non sai nulla di prestazione occasionale vedi l’articolo sulla Prestazione Occasionale).

Queste persone, che svolgono quello che si potrebbe definire lavoro autonomo occasionale, infatti, sono quelle che più hanno bisogno di capire se devono obbligatoriamente aprire una posizione fiscale sotto forma di Partita IVA oppure no.

Per capirci, è possibile fare una distinzione fra chi vuole mettersi in proprio e creare una vera e propria attività, con conseguente obbligatorietà di apertura della Partita IVA, e chi invece potrebbe avviare l’attività tramite prestazioni di lavoro autonomo occasionale o tramite la cessione occasionale (basti pensare ad esempio a privati che decidono di vendere su eBay o amatori che creano blog e che monetizzano con AdSense o l’Affiliate Marketing), entro certi limiti.

Chi deve aprire la Partita IVA Obbligatoriamente?

Qui di seguito un elenco esemplificativo (ma non esaustivo) dei soggetti che, per svolgere la professione, devono dunque aprire obbligatoriamente la Partita IVA:

  • Avvocati
  • Geometri
  • Medici
  • Notai
  • Psicologi
  • Professioni regolamentate
  • Web Master
  • Chiunque vuole avviare una attività di impresa

Se hai altre domande su come aprire Partita IVA lascia un commento oppure vedi l’articolo Commercialista On Line.

Chi non deve aprire Partita IVA Obbligatoriamente?

L’ordinamento, sotto questo aspetto, diviene spesso oggetto di libera interpretazione, soprattutto quando si parla di attivitàlavoro occasionale.

Molte delle persone che cominciano a lavorare (e guadagnare) online, infatti, spesso iniziano in maniera autonoma e non professionale:

Riassumendo e semplificando, si parla di lavoro occasionale quando si fa un lavoro non continuativo e non si superano i 5000 euro di guadagno annui.

Riflettendoci un attimo, se io pubblico della pubblicità sul mio sito, questa non mi verrà pagata mensilmente ma solamente quando un utente cliccherà, effettuerà l’iscrizione o acquisterà un prodotto (questi i casi più comuni), queste azioni non sono ovviamente continuative ed anzi (come nel caso delle vendite) accadono “più o meno” occasionalmente.

Su quest’argomento, il mio commercialista, il Dott. Vincenzo Romano, spiega:

Se devo darti una risposta da commercialista, ti posso solo dire che, spesso si utilizza la frase dei famosi 5.000 euro, al di sotto dei quali non bisogna aprire la partita iva.

La mia risposta è che da un punto di vista fiscale, non è corretto, in quanto spesso nell’attività online, non c’è ne la caratteristica della occasionalità ne della prevalenza, soprattutto se si usa Adsense abbinato ad un blog, che poi rappresenta per circa il 90% la casistica di chi guadagna online.

Il mio consiglio è quello di mettere in Standby i guadagni AdSense (se non sai cosa è Google AdSense vedi Come Funziona Google Adsense: Guida Semplice) e richiedere il pagamento solamente al raggiungimento di cifre che ci consentono di poter sopportare i costi di gestione della P.iva.

Stessa cosa dunque si può dire per chi lavora come web cammer e svolge questa attività in maniera continuativa, o per copywriter e articolisti che scrivono contenuti quotidianamente o settimanalmente.

Per quanto riguarda chi guadagna con l’affiliate marketing (se non sai cosa è il marketing di affiliazione vedi Come guadagnare con le affiliazioni?), è importante sapere che alcuni network di affiliazione, proprio per i non possessori di Partita Iva, effettuano la Ritenuta d’acconto, ovvero aiutano il piccolo blogger o il sito che guadagna poco ad essere in regola con le leggi italiane, in quanto versano il 20% di ritenuta d’acconto.

In sintesi per chi non supera i 5000€ annui di guadagni è possibile lavorare senza aprire la partita iva, mentre per chi li supera è obbligatorio aprire la partita iva.

Prestazione Occasionale e Abitualità del Lavoro

Per completare quest’articolo è importante specificare che spesso si crea confusione fra l’Apertura della Partita IVA e la soglia dei ricavi a lavoro occasionale di 5.000 €.

In realtà i ricavi non sono un parametro di riferimento che ci indica quando bisogna aprire la Partita IVA e quando si può lavorare a prestazione occasionale. Il concetto che obbliga infatti all’apertura della Partita IVA è la continuità dell’attività svolta, nono stante l’amministrazione finanziaria non abbia mai dato una definizione chiara e precisa di cosa si intenda con abitualità e continuità dell’attività svolta.

Ciò che sappiamo oggi è che qualsiasi attività viene considerata svolta in maniera abituale e continuativa quando è svolta con regolarità e sistematicità.

Se quest’articolo dedicato a come aprire partita IVA ti è piaciuto, ti è stato utile o l’hai trovato interessante ti chiedo per favore di mettere un Mi PiaceCondividerlo su Facebook, ho impiegato molto tempo per scriverlo e per me è molto importante il tuo feedback.

Se hai dubbi o domande lascia un commento qui di seguito, sarò felice di risponderti o far rispondere ad un professionista!

Buon lavoro e buona Partita IVA,

Valerio

35 Commenti

  1. Guadagnare con un blog 22 Giugno 2010
  2. Ottantotto 22 Giugno 2010
  3. Guadagnare con un blog 22 Giugno 2010
  4. yuri cristodaro 6 Ottobre 2010
  5. Guadagnare con un blog 6 Ottobre 2010
  6. tiziana 7 Novembre 2010
  7. nicola 24 Dicembre 2010
  8. Guadagnare con un blog 3 Gennaio 2011
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  13. ciro 5 Luglio 2011
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  20. danilo 16 Ottobre 2012
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  25. elena 11 Luglio 2013
  26. MARIA DE STEFANO 24 Aprile 2014
  27. Paul 20 Luglio 2014
  28. Stefano 13 Aprile 2017

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